venerdì 26 giugno 2009

All'ombra degl'ippocastani

Non smettere mai di sognare!
Ecco la copertina definitiva.



lunedì 4 maggio 2009


La copertina di Silvia Morgana Coniglio

Vota la copertina di Silvia

La proposta di Silvia mi sembra interessante, vedremo le votazioni.

In bocca al lupo

Paolo Maria Coniglio

sabato 11 aprile 2009

La copertina di Carlo Alberto Coniglio

Carlo Alberto propone questa copertina. Aiutatemi a scegliere.
Esprimi il tuo giudizio e vota la copertina.
Grazie

Paolo Maria Coniglio

venerdì 10 aprile 2009

Esprimi la tua sulla copertina del mio nuovo libro.


Eccola, esprimi la tua opinione e dammi qualche suggerimento.
A me garba parecchio il bianco nero. Fammi sapere.
Grazie
Paolo Maria Coniglio

sabato 7 marzo 2009

All'ombra degl'ippocastani


All'ombra degl'ippocastani


E' di questi giorni la notizia che verso la seconda metà di giugno 2009 sarà pubblicata la mia prima opera di narrativa. Il prezzo imposto dalla casa editrice, di copertina, sarà di 13,50 €. E' un libro scritto con l'anima, ricco di sapori, odori, sentimenti, colori e magia. La storia è ambientata in una Lonigo di sogno tra gli anni '60 e '70. Tutto quello che ruota attorno a questa narrazione è frutto della fantasia. Personaggi, fatti, luoghi ed eventi sono puramente casuali. Il testo è steso con l'armonia di uno spartito musicale e la melodia letteraria che ne esce accompagna il lettore alla fine del libro, proiettando nella sua mente un film dai colori pastello.

Questo racconto di narrativa è stato selezionato da un'importante casa editrice nazionale che tra i propri scrittori annovera nomi illustri della letteratura contemporanea e ciò è motivo di grande gioia per me.

Nessuno è profeta in patria per cui nulla mi aspetto. L'entusiasmo e la soddisfazione maggiore mi giungono dalla casa editrice lontana dalla nostra Regione e dal fatto che il mio libro sarà presente alla prossima Fiera del Libro di Torino.

Paolo Maria Coniglio

lunedì 15 settembre 2008

I miei libri

Il libro che ho pubblicato nel 2004 si intitola "Euro Falsi - guida al riconoscimento -", si tratta di un lavoro tecnico che aiuta l'utente a non cadere in trappole che possono creare problemi di varia natura. La copertina del libro è qui sotto riportata.

Esiste poi un libro pregresso a questo, la cui stesura è iniziata nel lontano 1990, il titolo è "All'ombra degl'ippocastani". Questa opera non è mai stata pubblicata ma l'hanno letta in molti. Tutte le recensioni, che a breve pubblicherò, sono state positive ed incoraggianti.
Nel 2003 ho portato a termine "Giovani compagni" una storia dolce dedicata al primo amore. I personaggi che passano tra le pagine del libro fanno rivivere a chi s'era dei ricordi intensi e veri e a chi non c'era permette di vivere una bella storia con un finale a sorpresa. Il mio primo amore non ha mai letto questa storia, forse un giorno la leggerà e magari potrà insegnare ai suoi figli qualcosa che non aveva a suo tempo percepito.
In cantiere ci sono altre due opere, la più datata si intitola "Lao Mei" è la cronaca di un amore passionale ed instabile, sconvolgente e coinvolgente con corteggiamenti di altro tempo e sesso selvaggio tra una copia di amanti che si inseguono e si perdono. Il tutto si svolge a Leòn, una cittadina della Spagna. I ritmi sono serrati e concitati e non lasciano lo spazio necessario a distendere la mente. L'amore è come un coltello, se usato dal giusto verso è utile, diversamente è deleterio.
Un'altra fatica in gioco è "La maledizione di Zalika". Tutto si svolge ai giorni nostri in un ambiente di lavoro dove la ricchezza, e soprattutto il modo di raggiungerla facilmente, non guarda in faccia a nessuno. La malavita, la politica, la giustizia e l'avidità si fondono in un unico crogiolo. Qualcuno scopre all'interno dell'organizzazione un tallone d'Achille sul quale fare leva. Il complotto potrebbe avere termine ma.....
"Sotto il segno del picchio": Simbologia, esoterismo, alchimia, massoneria. Un giallo dagli schemi nuovi ed intriganti. Lonigo è sempre al centro del mondo; un paesotto bigotto e bacchettone che tutto ad un tratto si trova ad essere nelle prime pagine dei quotidiani nazionali e non. Mentre uno scavatore effettua dei movimenti terra per il restauro di un'antica villa, proprietà di un famoso psichiatra della zona defunto da qualche lustro, torna alla luce qualcosa di inquieto. Agli occhi degli inquirenti tutto sembra essere abbastanza chiaro ma.......
Recensioni:

All’ombra degl’ippocastani” di Paolo Maria Coniglio
Recensione di Bruno Meneghello (scrittore)
Vicenza 11 dicembre 2003

Caro Paolo, appena ricevuto il suo libro “All’ombra degl’ippocastani” ho incominciato a leggerlo e, quasi senza accorgermene, sono arrivato alla fine. Segno che la lettura era interessante e piacevole. Come le ho già detto non sono un critico letterario, anzi, in un certo senso sono la negazione del critico, per cui il mio giudizio vale poco.
Premesso questo, ho avuto un’impressione decisamente positiva del suo lavoro, sia per la forma che per il contenuto. Sarà anche per la suggestione della storia che io ben conosco, incombente su un ignaro bambino, ma a me pare che lei, oltre a scrivere agilmente e con pertinenza, narri cose vive, genuine e appassionanti. La ringrazio e le faccio molti auguri per il suo libro, cordialmente

Bruno Meneghello (ex magistrato e scrittore)



All’ombra degl’ippocastani” di Paolo Maria Coniglio
Recensione di Candido Lucato (scrittore)
Montorso 4 agosto 2005

Innanzitutto, sarebbe da cambiare il titolo. Sembrerebbe l’intestazione di un volumetto sdolcinato di poesie. Inoltre la locuzione “degl’ippocastani” risulta di difficile lettura. Nel complesso il libro è scritto bene, in buona lingua, con una cura particolare soprattutto la descrizione di luoghi, oggetti e persone. A riguardo di queste ultime, a volte bastano pochi tratti per descrivere sufficientemente un personaggio. Così come se ne potrebbero approfondire altri. Bisognerebbe dare più spazio anche agli amici descritti e la ragazzina bellissima, Maria Chiara. L’incipit è buono, darei maggiore importanza al dialogo. Quando una pagina riesce fitta fitta di prosa, nera di caratteri, cercherei di alleggerirla con il dialogo, che deve essere graficamente a posto. Coraggio e avanti

Candido Lucato (scrittore)


All’ombra degl’ippocastani” di Paolo Maria Coniglio
Recensione di Simona Strazzacappa
Barbarano Vicentino 24 luglio 2003

Carissimo Paolo non posso evitare di sottolineare quanto questo libro, il tuo libro, mi sia piaciuto. E’ ben scritto, molto scorrevole, con personaggi chiari e un mondo di emozioni vere. Si tratta anche di un libro storico: dopo tutto, la vita è una storia anche se non viene studiata nei libri di scuola. Sono “entrata” nel tuo libro: sono diventata te, il personaggio principale. Ho letto ogni riga con voracità, con un’enfasi che solo un grande libro riesce a tirare fuori dalle persone. Ho pianto, ho pianto al primo capitolo perché ho vissuto quell’emozione come stesse capitando a me: l’imbarazzo della disperazione, dell’incapacità di chiedere spiegazioni perché si ha paura di far più male a chi amiamo. Quel senso di vuoto…l’ho provato anch’io da piccola e lo ricordo come se fosse ieri! Mi sono commossa per la dolcezza con cui descrivi i tuoi cari; ho sentito nel mio cuore il calore della tua famiglia…..sei stato, nonostante tutto un bambino fortunato! Non riuscivo a fermare le lacrime negli ultimi due capitoli: ho rivissuto tutte le scene, ogni loro momento. Ringrazio Dio per averti fatto crescere così “bene” e per averti donato l’amore di Betty, la quale deve essere una vera Signora, non di meno le tue figlie Silvia Morgana e Aurora Alice. Carissimo Paolo, grazie per avermi donato questo privilegio. Lo custodirò sperando che, un giorno, lo pubblicherai. Che Dio ti benedica. Con affetto sincero

Simona Strazzacappa


All’ombra degl’ippocastani” di Paolo Maria Coniglio
Recensione di Fiorenzo Dal Brun
Vicenza 30 ottobre 2006

Un libro di ricordi che si lascia leggere piacevolmente. Con ricchezza di personaggi e sensazioni l’autore ci fa rivivere la sua infanzia. Risultato sicuramente apprezzabile. Particolarmente degna di nota la poesia finale molto bella! Complimenti Paolo

Fiorenzo Dal Brun


All’ombra degl’ippocastani” di Paolo Maria Coniglio
Recensione di Don Mariano Cocco Lasta
Almisano di Lonigo 8 maggio 2008

Carissimo Paolo – Pablito
Oggi pomeriggio ho completato la lettura del tuo bellissimo libro “All’ombra degl’ippocastani”. Grazie di cuore per avermi aperto, spalancato la porta della tua vita e dei tuoi affetti più cari attraverso questo dono. Ho letto questo libro quasi tutto d’un fiato. Dalla mia finestra vedo un “mato” (fontana) che sempre lancia acqua verso il cielo andando a pescarla chissà dove, acqua che ricade su se stessa per poi andare a bagnare le terre vicine. Questo libro è andato a pescare nelle profondità del tuo spirito e ha trovato una sorgente zampillante di acqua pura che, portata alla luce, si è arricchita di tanti colori e sapori. Questo fiume di ricordi può generare tanta vita ad ogni suo passaggio. E’ una fonte ricchissima di immagini ben stagliate e presentate con fantasia e scorrevolezza. Mi sono ritrovato in diversi episodi e particolari di vita da te così ben descritti. Mi è piaciuta tantissimo la descrizione della vita che si svolgeva al Circolo- Ippodromo, colta con uno sguardo puro e disincantato. Mi hai fatto rivivere ricordi, sentimenti, stati d’animo che sembravano ormai destinati all’oblio. Grazie per le frasi poetiche che incorniciano ogni capitolo; sono come dei fuochi artificiali, esplosive, imprevedibili e provocanti.

“Nel buio della vita
le luci veramente accese
sono quelle spente”

La notte ci permette di guardare e vedere più lontano…….fino alle stelle e gli occhi, purificati dalle lacrime, colgono realtà inaccessibili a uno sguardo distratto.
Grazie del Dono che sei…
Grazie per l’Amore che trovo nella tua meravigliosa famiglia; Dio vi vuole bene.
Grazie ancora per la bellissima esperienza che mi hai scritto a partire dal bigliettino: ”gareggiate nello stimarvi a vicenda” . Un abbraccio.

Don Mariano Cocco Lasta

"Giovani Compagni" di Paolo Maria Coniglio
Recensione di Roberto De Carlo
Nel mio pur umile ruolo di commentatore al racconto narrato da Paolo Maria Coniglio, non nascondo la mia grande sorpresa nel capire già dalle prime frasi, che quel libro lo avrei letto con insolita "fame".
Dico questo, perché potrete capire leggendolo, che le parole, le frasi adottate dall’autore sono scorrevoli e nello stesso tempo ti portano al ragionamento su certi termini che purtroppo non vengono più usati e ti riportano alla curiosità di capirne a fondo il significato.
Un plauso alla veridicità e alla fantasia usata nel racconto, miscelata in dosi da autentico alchimista, che ti portano a ripercorrere il tempo passato, solo se come me, si ha avuto la fortuna di viverli abbastanza vicino a Paolo Maria, per scoprire se la mente ti ha fatto scordare certi aneddoti o se è opera dell’autore che ha dato spazio alla sua inventiva.
Un altro plauso va dato per la schiettezza nei termini, quando Paolo Maria racconta il suo intimo con il suo amore; questo va a favore della scorrevolezza nel leggere il libro, ma soprattutto al piacere che si prova a capire cos’era la gioventù qualche anno fa, sicuramente più semplice e dava la possibilità a chi ci ha vissuto di divertirsi o disperarsi con poco e molte volte con niente, anche un tramonto era un momento da vivere.
Ho provato molto piacere a leggere con ingordigia "Giovani Compagni", leggendolo ho ritrovato persone che oramai avevo scordato dalla memoria e sono riapparse su un meraviglioso racconto, ho un po’ penato perché non mi sono ritrovato in nessuna storia raccontata, ma vi assicuro che mi è andata bene così, chissà quali alchimie avrebbe usato per trattare la mia persona.
Tirando le somme, un libro che merita questi aggettivi: audace, scorrevole, coinvolgente e soprattutto vero, come lo è l’autore dell’opera, Paolo Maria Coniglio.

Roberto De Carlo

lunedì 25 agosto 2008

Un po' di ironia - CORLEONIGO

Lonigo news "stupidotto is now"


DA UN DOVUTO GEMELLAGGIO NASCE CORLEONIGO



Lonigo ha ultimamente portato a termine un gemellaggio, cui da tempo si stava lavorando, con la nota cittadina di Corleone. Sarà finalmente possibile un interessante "scambio" culturale anche se voci di corridoio affermano che abbiano poco da insegnarci. La nostra cittadinanza entusiasta si è immedesimata a tal punto che le autorità si riservano di fornire risposte ai giornalisti, omertosi proprio come nella cittadina siciliana. Non si è capito se per timore, perchè non sanno neppure di cosa si stia parlando o per coinvolgimento diretto. Il lavoro di alcuni assessori, esposto nelle bacheche di Corleonigo sembra parlare chiaro. Tutti i corleoniceni sono alla pazza ricerca di scaccia pensieri, sigari, coppole e lupare, materiale difficile da trovare nelle nostre zone. Sembra che ci siamo presi un attimo in contropiede. Diversi gli impresari che si sono prodigati nell'offrire calcestruzzi di vario genere per "fare le scarpe" a persone scomode, da noi le cubature abbondano. Esiste però un grande problema: l'acqua del Guà è troppo bassa per gettarvi chi vuol collaudare le nuove calzature, autentica chicca per la nostra zona. Pittarello ha già contattato la Mapei. Il prossimo autunno sarà avviata una gara d'appalto, che sappiamo già essere stata vinta dall'impresa edile che ha offerto i calcestruzzi che ha così potuto dare un calcio morale a tutti gli altri partecipanti, per costruire una diga nei pressi di Cologna Veneta con lo scopo di innalzare il livello dell'acqua. Le aziende chimiche stanno facendo a gara per fornire acidi di tutti i tipi. Qualche perplessità resta nel mondo giornalistico, ricordiamo i colleghi Cosimo Cristina, Mauro di Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Giancarlo Siani e Beppe Alfano, tutti morti ammazzati per aver scoperto qualcosa di scomodo a livello di istituzioni ed amministrazioni. Ci auguriamo che non sia così anche per noi, che per quanta esperienza si possa aver maturato al nord, abbiamo sempre qualcosa da imparare. E' bellissimo, qui molti si sono calati nella parte, nessuno sa nulla o meglio ancora non è tenuto a sapere nulla. Se potessimo collocare Corleonigo in un evo storico si potrebbe tranquillamente parlare di "Neopeggio". Sarà molto simpatico, alla domenica mattina in Piazza Garibaldi, sentire i concittadini scambiarsi qualche parola in un nuovo vernacolo ibrido del tipo "ma che minchia vuto?" oppure "dai mona movate, lo capisti?". Il dialetto siciliano è difficile da interpretare. Ciò che è da capire è quello che non viene detto. Non lo so quale livello di preparazione ci sia in tal senso. Si prospettano dialoghi difficili. Ciò che i corleoniceni non hanno ancora capito è che alla base, soprattutto per ricoprire determinate carche istituzionali, ci vuole la cultura. Grande assente da troppi anni.
Paolo Maria Coniglio (ancora vivo)

lunedì 18 agosto 2008

Le Foibe - 60 anni di silenzio - Un'opportunità politica secondo il Senatore Giulio Andreotti













Anna Maria Fagarazzi

Anna Maria Fagarazzi, esule in patria come molti altri nostri connazionali, oggi vive a Vicenza ed è consigliere dell’Associazione Nazionale Esuli della Venezia Giulia e Dalmazia mentre il fratello Coriolano è vice presidente dell'associazione e consigliere nazionale. La missione di Anna Maria è quella di passare il testimone della memoria, del ricordo indelebile, di ingiustizie, sevizie e vessazioni subite da parte di una nobile popolazione, agli studenti di ogni ordine e grado, a raccontare loro ciò che i libri di storia per troppo tempo hanno taciuto. Nel febbraio del 2005 è stata invitata da Bruno Vespa a “Porta a porta" così poté chiedere a Giulio Andreotti il perché di sessanta anni di silenzio sulla questione istriano giuliano dalmata. "E' stata un'opportunità politica, l'Italia, avendo perso il conflitto, doveva pagare alla ex Jugoslavia parte dei danni di guerra. Sono state cedute le terre istriano giuliano dalmate. Ciò è servito a tutti i governi per avere rapporti tollerabili con il vicinato” ha risposto lo statista.
Le foibe sono circa 1900 entro le quali sono state fatte sparire dalle quindici alle ventimila persone. Foiba deriva dal latino “fovea” cioè depressione naturale. Vittime delle foibe sono stati bambini, donne, civili, fascisti, partigiani italiani tutti coloro che erano contro Tito. Durante il ventennio fascista sono state chiuse le scuole slovene e croate e tanto odio potrebbe essere scaturito anche da queste discutibili scelte. La foiba di Basovizza è stata ristrutturata nel 2006 ed oggi è monumento nazionale a fianco del quale è stato allestito un centro multimediale per l'approfondimento della tematica. C'erano degli istriani comunisti che spettavano il paradiso di Stalin e Tito che fornivano ai partigiani titoisti liste complete di nomi da portare in foiba con addirittura scritte le vie, l'interno e la scala. Noi sappiamo chi sono queste persone e ciò che è peggio è che questi o le loro vedove percepiscono, tramite una legge della Tina Anselmi, la pensione. Il nostro stato paga la pensione agli infoibatori. L'uomo non impara mai nulla e le violenze più atroci, l'essere umano le ha subite dai suoi simili. Le foibe, racconta Anna Maria Fagarazzi, erano per noi un incubo quotidiano.
















Mafalda Codan


Mafalda Codan nasce a Parenzo d’Istria nel 1924; perde sette famigliari tra cui il padre, alcuni zii paterni, altri materni e giovanissimi fratelli, tutti infoibati dai titoisti, oggi vive a Bibione. Scrive assieme a Mario Dassovich il libro “I sopravvissuti”. E' salva per miracolo, anche lei doveva essere nel convoglio diretto alle foibe. Un contrordine all'ultimo le salva la vita. Vieme messa in una cella mentre i suoi famigliari vanno alla morte assieme ad altri prigionieri. Dopo due ore un partigiano titoista tornerà da lei a dirle "lo sai, tuo fratello non stava fermo neppure da morto, il suo corpo saltava"!
Norma Cossetto classe 1919 è di San Domenico di Visinada, laureanda in lettere e filosofia, viene catturata, seviziata, torturata e infoibata. Aveva 24 anni e la sola colpa di essere italiana.
Per volontà di Anna Maria Fagarazzi, a Grumolo delle Abbadesse le viene intitolata una piazza.
I suoi torturatori non sono mai stati puniti.




Norma Cossetto


Le domande sono poche e semplici:



  1. E' giusto avere fatto pagare ai nostri connazionali errori non loro e ache prezzo poi.

  2. E' giusto avere taciuto per opportunismo politico e per oltre 60 anni questa tragedia che è di tutti gli italiani?

  3. E' giusto pagare le pensioni agli infoibatori dei nostri connazionali?

  4. E' giusto che lo stato non sia mai intervenuto sulle proprietà depredate?

  5. E' giusto fare entrare nell'Unione Europea i paesi della ex Jugoslavia senza neppure affrontare il tema della restituzione dei beni che sono stati sottratti ai nostri connazionali?

Mettete pure nei post i vostri commenti





giovedì 3 aprile 2008

Il senso di questo Blog

La motivazione principale è quella di far conoscere i miei articoli utilizzando un canale mediatico alternativo alla stampa. In futuro pubblicherò su questo spazio altri scritti sempre opera mia. Tutti i commenti sono ben accetti! Li puoi inviare al seguente indirizzo mail:
Buona lettura

venerdì 21 marzo 2008

La frase che più mi ha colpito è stata:



"La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione"
Si tratta di una frase tratta dalla famosa canzone di Giorgio Gaber scritta assieme a Luporini dal titolo "La libertà".
Avete mai provato ad essere esclusi da qualcosa per voi importante.
In quel momento capisci che la libertà è partecipazione. Poter dare i tuoi suggerimenti ad un progetto, essere condiviso o criticato dai tuoi amici o colleghi. Questa è partecipazione, questa è libertà.