Lonigo news "stupidotto is now"
DA UN DOVUTO GEMELLAGGIO NASCE CORLEONIGO
Lonigo ha ultimamente portato a termine un gemellaggio, cui da tempo si stava lavorando, con la nota cittadina di Corleone. Sarà finalmente possibile un interessante "scambio" culturale anche se voci di corridoio affermano che abbiano poco da insegnarci. La nostra cittadinanza entusiasta si è immedesimata a tal punto che le autorità si riservano di fornire risposte ai giornalisti, omertosi proprio come nella cittadina siciliana. Non si è capito se per timore, perchè non sanno neppure di cosa si stia parlando o per coinvolgimento diretto. Il lavoro di alcuni assessori, esposto nelle bacheche di Corleonigo sembra parlare chiaro. Tutti i corleoniceni sono alla pazza ricerca di scaccia pensieri, sigari, coppole e lupare, materiale difficile da trovare nelle nostre zone. Sembra che ci siamo presi un attimo in contropiede. Diversi gli impresari che si sono prodigati nell'offrire calcestruzzi di vario genere per "fare le scarpe" a persone scomode, da noi le cubature abbondano. Esiste però un grande problema: l'acqua del Guà è troppo bassa per gettarvi chi vuol collaudare le nuove calzature, autentica chicca per la nostra zona. Pittarello ha già contattato la Mapei. Il prossimo autunno sarà avviata una gara d'appalto, che sappiamo già essere stata vinta dall'impresa edile che ha offerto i calcestruzzi che ha così potuto dare un calcio morale a tutti gli altri partecipanti, per costruire una diga nei pressi di Cologna Veneta con lo scopo di innalzare il livello dell'acqua. Le aziende chimiche stanno facendo a gara per fornire acidi di tutti i tipi. Qualche perplessità resta nel mondo giornalistico, ricordiamo i colleghi Cosimo Cristina, Mauro di Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Giancarlo Siani e Beppe Alfano, tutti morti ammazzati per aver scoperto qualcosa di scomodo a livello di istituzioni ed amministrazioni. Ci auguriamo che non sia così anche per noi, che per quanta esperienza si possa aver maturato al nord, abbiamo sempre qualcosa da imparare. E' bellissimo, qui molti si sono calati nella parte, nessuno sa nulla o meglio ancora non è tenuto a sapere nulla. Se potessimo collocare Corleonigo in un evo storico si potrebbe tranquillamente parlare di "Neopeggio". Sarà molto simpatico, alla domenica mattina in Piazza Garibaldi, sentire i concittadini scambiarsi qualche parola in un nuovo vernacolo ibrido del tipo "ma che minchia vuto?" oppure "dai mona movate, lo capisti?". Il dialetto siciliano è difficile da interpretare. Ciò che è da capire è quello che non viene detto. Non lo so quale livello di preparazione ci sia in tal senso. Si prospettano dialoghi difficili. Ciò che i corleoniceni non hanno ancora capito è che alla base, soprattutto per ricoprire determinate carche istituzionali, ci vuole la cultura. Grande assente da troppi anni.
Paolo Maria Coniglio (ancora vivo)
